La nanna è uno dei momenti più delicati della giornata. Per alcuni bambini è naturale, per altri diventa una piccola battaglia quotidiana fatta di “ancora un minuto”, mille richieste e infinite resistenze.
Il metodo Montessori offre un approccio diverso: creare un ambiente e una routine che aiutino il bambino a sentirsi sicuro, competente e libero. Non serve rigidità, non servono regole impossibili: serve preparazione, osservazione e piccoli rituali che parlano la lingua del bambino.
In questo articolo trovi una guida semplice, concreta e realistica per costruire una routine serena, adatta a bambini anche molto piccoli e perfetta da integrare in una cameretta Montessori.
1. Un ambiente che invita al riposo
Prima ancora della routine, è l’ambiente che prepara il bambino alla nanna. Una cameretta pensata secondo i principi Montessori comunica calma, ordine e sicurezza.
Elementi fondamentali:
- Letto basso per permettere al bambino di salire e scendere da solo
- luci calde e soffuse
- pochi oggetti visibili (troppi stimoli = troppa energia)
- angolo lettura ordinato
- un peluche o un oggetto affettivo sempre disponibile
Il letto basso è il cuore della nanna Montessori: non obbliga, non contiene, non impone. Invita.
2. La routine inizia molto prima di andare a letto
La nanna non inizia quando dici “è ora di dormire”. Inizia almeno 30–40 minuti prima, accompagnando il bambino verso la calma.
Qualche esempio di pre-routine:
- mettere a posto 3–5 oggetti insieme
- abbassare le luci della casa
- mettere una musica dolce
- avvicinarsi a una sola attività tranquilla
Il messaggio deve essere chiaro: “Si sta facendo sera”. I bambini riconoscono il ritmo molto più delle parole.
3. Creare un rituale semplice e ripetitivo
La ripetizione dà sicurezza. Il bambino sa cosa arriva dopo, sa cosa aspettarsi, si sente competente.
Esempio di rituale Montessori:
- laviamo il viso e le mani insieme
- ci mettiamo il pigiama scegliendo tra due opzioni
- accendiamo una luce calda
- leggiamo un libro breve
- facciamo un piccolo massaggio alle mani
- ci sdraiamo nel letto basso insieme per qualche minuto
Non deve essere lungo, non deve essere perfetto, non deve essere rigido. Deve essere sempre uguale.



4. Il ruolo del genitore: presenza, non controllo
Nella nanna Montessori l’adulto non “fa dormire il bambino”. Accompagna.
Cosa vuol dire, in pratica?
- siamo presenti ma non invadenti
- non acceleriamo il bambino, lo seguiamo
- non usiamo il letto come punizione
- non imponiamo, proponiamo
- quando il bambino è piccolo, possiamo restare accanto finché si addormenta
Il bambino impara a dormire da solo quando si sente sicuro, non forzato.
5. Il libro della buonanotte è il ponte tra giorno e notte
Un libro letto con calma non serve solo a “rilassare”. Serve a chiudere emotivamente la giornata.
Scegli:
- libri brevi
- ritmici
- con immagini dolci
- storie semplici
Evita stimoli forti, avventure troppo intense, pagine rumorose o libri lunghi che il bambino non riesce a seguire.
6. Libertà controllata: il bambino può scendere dal letto
Conclusione
Molti genitori temono che il bambino “usi il letto per giocare” o “non resti fermo”.
In realtà:
- i bambini si muovono perché stanno imparando
- dare libertà riduce la resistenza
- un letto basso è molto meno stimolante di un letto alto con sbarre
È normale che all’inizio il bambino si alzi. La routine lo aiuta a capire cosa si fa e cosa no, senza urli e senza pressioni.
7. Le frasi giuste (e quelle da evitare)
Frasi che aiutano:
- “È il momento della calma”
- “Sono qui con te”
- “Facciamo insieme il nostro rituale”
- “Quando ti senti pronto, ci sdraiamo”
Frasi che creano ansia o opposizione:
“Non ti alzi più”
“DEVI dormire”
“Se non dormi, non possiamo…”
“Basta piangere”
8. E quando proprio non vuole dormire?
Può succedere. Succede a tutti.
In quei giorni:
- accorcia la routine
- diminuisci gli stimoli
- siediti accanto senza parlare troppo
- respira lentamente (i bambini imitano)
- usa un peluche come oggetto di transizione
La costanza fa molto più del controllo.
Conclusione: la nanna è relazione, non tecnica
Una routine Montessori non è una formula magica. È un modo di stare accanto.
Aiuta il bambino a:
- capire il ritmo della giornata
- sentirsi competente
- rassicurarsi
- addormentarsi senza lotte
- vivere il letto come un posto sicuro e accogliente
E aiuta anche noi adulti a vivere quel momento con meno ansia e più connessione.
Vuoi un consiglio personalizzato sulla routine della nanna?
Se vuoi creare una routine su misura per l’età del tuo bambino o ottimizzare la cameretta per favorire la nanna autonoma, scrivimi quando vuoi.
Ti rispondo io, Sonja.
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